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La società di oggi è attraversata da problemi e tensioni che assumono forme nuove rispetto al passato: conflitti orizzontali” tra persone, gruppi, comunità, che spesso hanno una dimensione interculturale, e conflitti “verticali”, che contrappongono cittadini e amministrazioni, soprattutto nella scelta di modalità di uso e gestione del territorio. Allo stesso tempo, i tradizionali strumenti di governo del conflitto – la rappresentanza della società tramite i partiti, la regolazione delle controversie attraverso il diritto – si mostrano ormai insufficienti a governare la complessità del presente. La mediazione dei conflitti vede l'intervento di una figura professionale esterna ed imparziale, in grado di facilitare la comunicazione tra persone, gruppi e istituzioni, e di raggiungere soluzioni condivise dei problemi. Nel contesto delle nuove politiche pubbliche per l’immigrazione e nei nuovi e complessi rapporti fra politica e società civile, la mediazione offre l'occasione per dare forma inedita all’interazione fra diversi e per riscrivere nuovi patti di solidarietà e di cittadinanza: per rendere il conflitto un'opportunità di crescita civile, non solo un problema che crea costi e disagio. Il Master si pone l'obiettivo di formare figure professionali in grado di comprendere e gestire la complessità di questi processi, valorizzandone tutte le opportunità e comprendendone i possibili rischi. |